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3_L'impianto fotovoltaico dell’Aeroporto di Bolzano

27.09.2011 La produzione energetica minima quantificata per i primi tre anni di esercizio è pari ad oltre 790.000 kWh/anno.

Il 2010 ha visto una rapida crescita degli impianti fotovoltaici in Europa soprattutto in Italia. I dati del cosiddetto conto fotovoltaico reperibile sul sito www.gse.it censiscono diverse decine di migliaia di impianti per una potenza installata che ha già superato i 10 GW. In questo quadro nel 2008 è stato pensato e successivamente sviluppato l’impianto FV dell’Aeroporto di Bolzano Dolomiti (ABD). L’impianto, di proprietà dell’Aeroporto stesso, si trova all’interno dell’aerostazione, in un’area a terra non troppo distante dall’edificio del terminal. L’intervento si è reso possibile anche grazie al co-finanziamento dei Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale 2007-2013. E’ stato collegato alla rete elettrica di media tensione il 10 agosto del 2010. E perciò in funzione e sotto osservazione da poco più di un anno. La sua potenza complessiva è di 724 kWp divisa in 2 settori:

Una parte sperimentale di 62 Kwp Una parte commerciale di 662 Kwp.

La produzione energetica minima quantificata per i primi tre anni di esercizio è pari ad oltre 790.000 kWh/anno.

Diversamente dalla parte commerciale dell’impianto, composta da moduli First Solar in tellururo di cadmio, quella sperimentale è composta di 24 tipologie di pannelli (mono e policristallini, amorfo, tripla giunzione, ecc) diversificati anche per paese di produzione e divisi in piccoli gruppi di potenza fra 1 e 2 Kwp ciascuno. Sono inoltre previsti due sistemi ad inseguimento (mono e biassiale) anch’essi dotati di pannelli di diverse tecnologie. Questo settore sperimentale dell’impianto ha lo scopo di monitorare i dati di produzione ed affidabilità delle diverse tecnologie installate, traendone dunque dati utili alle future installazioni nello specifico contesto geografico alpino. Obbiettivo della ricerca condotta sulla parte sperimentale non è infatti quella di individuare la miglior tecnologia in assoluto ma quella che, in quella particolare condizione ambientale, garantisce le migliori performance o limita la degradazione e il disallineamento dai dati nominali di produzione.

Tanto per fare un esempio, la vicina presenza delle montagne e l’orientamento dell’impianto, rendono meno sensibili i vantaggi di un sistema ad inseguimento biassiale in particolari stagioni per via degli effetti d’ombra causati dai rilievi nelle prime e nelle ultime ore della giornata.

Il monitoraggio scientifico di tutti questi parametri avviene a cura dell’Eurac di Bolzano mediante sistemi di tele-lettura dei dati climatici e ambientali e di produzione direttamente dai laboratori e grazie alla presenza in sito di una centralina meteo che comprende:

Piranometro ed albedometro Pireliometro Sensori di temperatura Fotometro solare Anemometro ecc.

A misurare temperature ambiente e sui moduli, irraggiamenti sui diversi piani, componenti diretta, diffusa e albedo della luce solare nelle diverse situazioni.

Mentre tutti i pannelli fissi sono installati su retro strutture in file parallele inclinate di circa 30° rispetto al piano orizzontale, i sistemi ad inseguimento a tracker mono e biassiale possono modificare la posizione dei pannelli consentendo la configurazione ottimale nei confronti dell’irraggiamento con aggiustamenti progressivi nel corso della giornata.

In tutto sono presenti sul campo più di 8.500 pannelli e 105 inverter di diversa taglia ma monomarca. 30 di questi inverter fanno capo alla parte sperimentale. L’area di installazione è di forma rettangolare (205 x 90 metri circa) e coperta di ghiaia bianca, la cui riflettività si aggira sul 25-30% incrementando così la componente albedo della luce solare rispetto alla superficie a prato circostante. L’impianto è orientato a 8 gradi circa verso ovest rispetto alla direzione Nord-sud.

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